Lo sproloquio ebbe inizio.
Cominciarono a parlare di tutto e di niente.Continuavano a guardarsi le spalle, come se stessero aspettando qualcuno. Ma nessuno all’orizzonte.Solo un caldo e tramontale paesaggio di campagna. Mentre parlavano e scrutavano l’orizzonte, cercando di distrarsi da quella loro attesa estenuante, si lamentavano della dura giornata lavorativa di entrambi.
-..e così gli ho detto di andare a farsi fottere. Che altro avrei dovuto fare?
-Hai fatto bene. D’altronde quello non è altro che uno sporco capitalista. Dovreste decidervi a scioperare.-
Fino ormai all’ora del pasto serale nessuno si era recato all’appuntamento, così decisero di riprovare l’indomani.
Il giorno successivo alla stessa ora un uomo attendeva trepidante e vide in lontananza arrivare il compagno di sventura. Si salutaronocalorosamente cme e non si vedessero da tanto tempo , e continuarono il discorso lasciato lì dal giorno precedente. Nssuno oltre a loro se non un pargoletto che li avvertiva del fatto che nessuno si sarebbe presentato quel giorno dove si trovavano loro.-Arriverà forse doman, se la salute glielo permetterà.-
I due si accesero la tanto soffert sigaretta e si incamminarono verso casa.
Godot non era un personagio di cui ci si poteva fidare. Alle volte era più presente di una suocera cssacazzi, alle volte era come il nulla. Non si poteva in realtà sapere dove abitasse, poichè aveva molte case. Di solito era lui che ti fissava gli appuntamenti, che poi si sentiva assolutamente libero di mandare a mote, senza neanche avvertirti.
La sigaretta per loro in quel momento era come un vaffanculo a tutto, e se la assaporarono dl tutto attenti, senza mai stccare l’attenzione da quel ripetitivo gesto di assuefazione. Si uccidevano da dentro, ma forse stavolta avrebbero davvero incontrato Godot.
Magari avevano bisogno di ancora un po’ di tempo, ma sicuramente lo avrebbero incontrato.
Libero adattamento di “Aspettando Godot” di samuel Beckett